Adesione all'autorizzazione generale o rinnovo per pulitintolavanderie

La domanda deve essere presentata almeno 45 giorni prima di mettere in esercizio l’impianto e deve essere corredata della ricevuta di versamento della tariffa istruttoria, dell’importo di € 150,00 (le modalità di pagamento sono specificate nelle pagine dedicate agli oneri di istruttoria della sezione Ambiente di questo sito; la causale del versamento è "spese istruttoria autorizzazione generale emissioni lavanderia a secco - capitolo 4469").

I titolari delle aziende di dimensioni medio - grandi, con capacità totale di trattamento superiore a 30 Kg di capi asciutti per ogni ciclo di lavaggio, devono presentare la domanda in conformità con il modello A (riportato al termine della pagina); l’attività deve essere svolta rispettando le prescrizioni riportate nell’allegato A (riportato al termine della pagina), tra cui quella di predisporre il bilancio annuale di gestione dei solventi.

I titolari delle aziende di piccole dimensioni, con capacità totale di trattamento non superiore a 30 Kg di capi asciutti per ogni ciclo di lavaggio, devono presentare la domanda in conformità con il modello B (riportato al termine della pagina); l’attività deve essere svolta rispettando le prescrizioni riportate nell’allegato B (riportato al termine della pagina), tra cui quella di predisporre il bilancio annuale di gestione dei solventi.

Gli uffici provinciali svolgono le procedure necessarie per l’adesione dei gestori all’autorizzazione generale, che in pratica non viene emanata mediante il rilascio di un atto amministrativo ma deriva da un “silenzio – assenso” della Pubblica Amministrazione alla domanda presentata.

Qualora non riceva comunicazioni contrarie dagli Enti interessati, 45 giorni dopo la presentazione della domanda, il titolare dell’azienda può costruire l’impianto che dà origine all’emissione.

L’autorizzazione ha durata di 15 anni e la sua validità deve essere confermata con periodicità biennale mediante la verifica analitica della conformità dei fumi emessi ai limiti di legge; le analisi sono disposte dal titolare dell’attività e devono essere svolte da un chimico abilitato.

Questi impianti sono anche soggetti all’obbligo di comunicazione della messa in esercizio e della messa a regime.

Pagina aggiornata al 02-09-2016