MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO LEGA NORD AVENTE AD OGGETTO: "
DECENTRAMENTO SCOLASTICO: UN VALORE AGGIUNTO PER IL NOSTRO T
ERRITORIO".
Iscritta alla seduta del Consiglio del 27-09-2011 delle ore 14:30 con numero 65
e discussa con numero 65
Relatore: CONSIGLIERE
Proponente/i: Mazzocco Franco, Chioda Francesco, Barbati Filippo, Zanisi Giacomo, Degani Fabrizio, Gelmini Manuel, Bonaventi Piergiacomo, Ceccato Adriano
Gruppo/i:
Esito: RINVIATA
Testo presentato al Consiglio:
Alla cortese attenzione
del presidente del Consiglio Provinciale
Carlalberto Ghidotti
"DECENTRAMENTO SCOLASTICO: UN VALORE AGGIUNTO PER IL NOSTRO TERRITORIO"
Premesso che
Ø La scuola, insieme alla televisione, è quello strumento che più di ogni altra cosa ha contribuito alla diffusione di un'unica lingua per tutti gli italiani (prima dell'Unità non esistente) nel tentativo di concretizzare le parole attribuite al lungimirante Massimo d'Azeglio, che scriveva "il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani", omologando fra loro tutti i popoli d'Italia;
Ø La nostra penisola è costellata da una miriade di comunità territoriali che, nonostante l'azione autoritaria dell'insegnamento scolastico esercitata in particolar modo nel ventennio fascista, non si sono mai perse;
Ø Negli ultimi venti anni la rivoluzione informatica e delle tecnologie della comunicazione ha portato una tendenza alla omologazione dei consumi e degli stili di vita. Le identità locali sono, quindi, ulteriormente aggredite dall'affermarsi di una lingua sopra tutte le altre: l'inglese.
Ø È ormai viva la necessità da parte di tutte le istituzioni locali di non perdere il patrimonio identitario e culturale dei nostri territori, frutto di secoli di lavoro, tradizioni, senso civico, lingua che sono il veicolo attraverso cui i nostri avi ci guidano al governo di un territorio lavoratore, prosperoso, ricco, democratico, onesto;
Ø Nonostante le dichiarazioni di intenti non è ancora cominciato nell'ambito scolastico quel trasferimento di competenze dallo stato centrale alla periferia, che realizzerebbe quel collegamento con il territorio tipico di ogni stato federale;
Nella consapevolezza che il patrimonio identitario e culturale di un popolo non è proprietà di un movimento politico, ma è retaggio comune su cui basare un'azione politica volta a tutelare gli interessi dei nostri elettori. I partiti politici, infatti, nascono e svaniscono a seconda dei cicli della storia mentre le nostre tradizioni cristiane si tramandano stabili nei secoli, studiate ed apprezzate da intellettuali di ogni parte politica.
Precisando che riconoscere e valorizzare le differenze è una forma di ricchezza, non di razzismo.
Considerato che
Ø Nei principi fondamentali la Costituzione Italiana all'art. 5 afferma che "La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento";
Ø La Costituzione Italiana all'art. 117 afferma che l'istruzione è una delle materie di legislazione concorrente fra Stato e Regioni;
Ø La legge 28/03/2003 n. 53, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2003, all'art. 2 comma 1 lettera l) prevede una quota dei piani di studio riservata alle Regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche collegata con le realtà locali;
Ø L'ammontare della quota dei piani di studio e dei programmi scolastici spettante alle Regioni è del 20%;
Ø Regione Lombardia il 06/08/2007 approva la legge regionale n. 19 che all'art. 9 afferma "Il Consiglio Regionale, individua, in relazione alla quota regionale dei piani di studio personalizzati del sistema di istruzione, gli aspetti caratterizzanti il sistema educativo lombardo, promuovendo le specificità e le tradizioni delle comunità locali e valorizzando l'autonomia delle istituzioni scolastiche";
Ø Il 30/07/2009 questi aspetti caratterizzanti del sistema educativo lombardo vengono stabiliti con la deliberazione n. VIII/0879 che dettagliatamente stabilisce le sei aree tematiche più care alla Regione: Identità e tradizione, Formazione istituzionale, Pensiero critico, Ambiente e Sviluppo sostenibile, Salute e benessere, Sicurezza;
Considerato inoltre che
Ø Fra le regioni a statuto ordinario, la Lombardia, è la prima a dotarsi di tale possibilità;
Ø è ora compito degli enti locali contribuire ad adattare alle proprie specificità questa normativa intraprendendo le opportune relazioni con la Direzione Regionale competente come previsto dalla deliberazione di Giunta Regionale;
Ø nei suoi indirizzi la Giunta Regionale afferma che "una società in rapida trasformazione, che sta affrontando i problemi della globalizzazione, necessita di superare passati modi di pensare, vivere e lavorare, ma nel contempo di riconoscere e valorizzare i propri elementi identitari ed il relativo patrimonio per capire il presente ed analizzare il futuro. La tradizione è infatti, ad un tempo, risorsa fondante di identità, diversità ed integrazione; è elemento fondamentale della coscienza critica delle proprie appartenenze, in un processo continuo di confronto con altre culture, storie e tradizioni. Una prospettiva concretamente democratica, fondata sulla partecipazione reale di tutti i cittadini, è connotata da valori capaci di promuovere lo sviluppo dell'eredità storica e geografica non omogenea delle comunità locali, di salvaguardarne il patrimonio culturale materiale ed immateriale e di valorizzare la diversità delle espressioni che i gruppi e gli individui riconoscono e continuamente rinnovano."
Ø La convenzione Unesco sulla salvaguardia del patrimonio intangibile del 17/10/2003, ratificata con Legge n. 167 del 27/09/2007 dal parlamento italiano, e la legge della Regione Lombardia n. 27/2008 "Valorizzazione del patrimonio culturale immateriale", riconoscono per la prima volta il patrimonio culturale immateriale come fattore specifico per lo sviluppo del pluralismo culturale e garanzia di salvaguardia al complesso sistema di tradizioni regionali;
Ø Regione Lombardia sta attivando meccanismi di monitoraggio di attuazione della legge che potrebbero comportare premi per quei territori che si sono dimostrati più veloci a recepire questa novità.
Contrastando il pregiudizio ideologico di chi afferma l'esistenza di culture superiori e culture inferiori;
Auspicando, ad ogni livello, una sempre maggior tutela delle identità locali;
Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale
1. Ad effettuare una campagna di sensibilizzazione con gli istituti scolastici e l'ufficio scolastico provinciale, al fine di promuovere l'attuazione della legge regionale 19/2007.
2. A promuovere un più ampio decentramento scolastico che veda protagonisti gli enti locali nei processi decisionali e nell'amministrazione delle scuole del nostro territorio;
3. A raccogliere e coordinare le sensibilità che emergono dalle nostre scuole in tal senso;
4. A favorire l'introduzione nelle nostre scuole di tematiche didattiche legate al territorio.
Cremona, 31/5/2011
Gruppo Consiliare Lega Nord per l'Indipendenza della Padania
Manuel Gelmini
Franco Mazzocco
Francesco Chioda
Piergiacomo Bonaventi
Fabrizio Degani
Filippo Barbati
Adriano Ceccato
Giacomo Zanisi