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Inserimento nella scuola

Nella scuola italiana il diritto allo studio dei ragazzi disabili è tutelato mediante il loro diretto inserimento nella scuola, con il supporto di misure di accompagnamento alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, oltre allo Stato, anche gli Enti locali e il Servizio sanitario nazionale.

Dal 1992 una norma di carattere generale (legge 104) ha definito forme e criteri per consentire alle persone disabili di realizzare i loro diritti di cittadinanza nei diversi momenti di vita, di studio, di lavoro e di relazione. Dal 2000, il regolamento dell’autonomia scolastica ha individuato tra le finalità della scuola quella di rispondere alle “caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo” e ha sottolineato il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità.
La scuola rappresenta così oggi uno dei primi momenti in cui il diritto di cittadinanza di coloro che hanno delle disabilità si realizza mediante l’integrazione all’interno del sistema educativo, senza separazione o esclusione alcuna.
Il Ministero della Pubblica Istruzione mette in atto varie misure di accompagnamento per favorire l’integrazione: docenti di sostegno, finanziamento di progetti e attività per l’integrazione, potenziamento dell’organico del personale per sdoppiamenti di classi che accolgono alunni disabili, iniziative di formazione del personale docente di sostegno e curriculare nonché del personale amministrativo, tecnico e ausiliare. A livello nazionale è previsto un Osservatorio per l’integrazione delle persone disabili.
A livello territoriale altri organismi hanno il compito di proporre iniziative per realizzare un’integrazione efficace: presso gli UST (Uffici Scolastici Territoriali)  funzionano i GLIP (“Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali”, formati da rappresentanti degli Enti Locali, delle ASL e delle Associazioni dei disabili) e presso le istituzioni scolastiche funzionano i GLH (“Gruppi di lavoro per l’integrazione degli handicappati”, formati dal dirigente della scuola, dai docenti interessati, dai genitori e dal personale sanitario).