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Giovedì scorso una delegazione guidata dal presidente del consiglio Roberto Mariani al campo di Monticchio
Visita e rifornimenti
ai volontari cremonesi

  Un furgone carico all’inverosimile di derrate alimentari, carta igienica, asciugatutto da cucina, detersivi, saponi per l’igiene personale, indumenti, giochi per bambini e alcuni scaldabiberon chiesti con urgenza, è arrivato giovedì al campo organizzato dalla protezione civile della Regione Lombardia a Monticchio, vicinissimo a Onna, per prestare soccorso alle popolazioni terremotate. Con i due volontari dell’Associazione La Golena di San Daniele Po, Mauro Pavesi e Massimiliano Minnilli, sono scesi in Abruzzo il presidente del consiglio e referente per la Protezione civile provinciale Roberto Mariani, Elena Milanesi responsabile dell’Ufficio Protezione civile e la collaboratrice Chiara Merlo.
Il carico di rifornimenti è stato possibile anche grazie alla generosità di alcune ditte: Ipercoop Cremona Po, Caselani Carta, Acetifico Galletti – San Daniele Po, Teatro Itinerante che ha donato giochi per bambini.
Nel campo stanno operando i primi undici volontari della Protezione civile cremonese, appartenenti alle associazioni “La Torre”, gruppo comunale di Rivolta d’Adda, “Lo Stagno” di Stagno Lombardo, “Le aquile Oglio Po”.
In realtà i campi sono due, il principale, che ospita circa 700 sfollati, e una sorta di succursale, che ne ospita 280. In questo secondo opereranno probabilmente i volontari cremonesi del secondo turno, che partiranno il 3 maggio.
Le strutture sono ben organizzate, funzionano bene. Vi sono insediati, oltre ai servizi di base come la mensa, i servizi igienici e le docce, una serie di servizi aggiuntivi: medici di base, farmacia, ufficio postale, lavanderia, distribuzione di indumenti, alimentari eccetera anche a coloro che non vivono nei campi, un pronto soccorso avanzato, stazione dei carabinieri eccetera. Sono state anche organizzate delle scuole: dell’infanzia ed elementari nel campo 1, medie e superiori nel secondo, con un servizio di bus che prende e riporta gli alunni. E proprio giovedì è stato attivato il servizio wireless per i collegamenti internet.
Nel secondo campo sono state addirittura organizzate quelle che vengono chiamate le “boutiques”, tre tende dove gli uomini, le donne e i bambini – ragazzi possono trovare indumenti e scarpe di cui necessitano, scegliendoli e provandoli. Gli ospiti sono anche coinvolti nella gestione della quotidianità  del campo.
Grande il lavoro che stanno facendo, insieme a tutti gli altri, i volontari cremonesi: si occupano dei turni agli ingressi, di montare nuove strutture e di mantenere sistemate le esistenti, di assistere in ogni modo la popolazione, di accompagnare i medici nelle tendopoli e nelle tende sparse, di garantire i rifornimenti eccetera, senza un minuto di tregua.
“Abbiamo incontrato gente con una dignità davvero grande” confermano i volontari. Ma tutti dovrebbero arrivare laggiù e rendersi conto di ciò che davvero è successo. Se infatti le immagini televisive offrono un quadro desolante, solo vedendo da vicino la montagna di macerie che una volta era Onna, o le centinaia di persone che vivono nelle tendopoli dopo avere perso tutto, e spesso non solo case e beni ma familiari e affetti, si può comprendere la grandezza della tragedia e la sofferenza che ha provocato. Una sofferenza che i gruppi di psicologi presenti cercano di alleviare e di aiutare ad elaborare. Ma che cosa dire di fronte alla bambina che sta mangiando alla mensa con i suoi genitori e che, sentendoli parlare della casa, si mette a piangere e chiede “Quando torniamo a casa?”
Mariani ha incontrato anche la dottoressa Francesca La Ciocca, funzionaria della Questura di Cremona, aquilana, che ha voluto andare ad aiutare la sua terra, e le ha chiesto di contattare il presidente della Provincia dell’Aquila e diventare tramite, in questa prima fase di difficoltà comunicative, per coordinare i progetti per la ricostruzione.








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