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PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE

La Provincia ha approvato con deliberazione Consiliare n. 95 del 9 luglio 2003 il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.).

La procedura prevista dalla L.R. 1/2000 prevede che, a far tempo dalla pubblicazione del P.T.C.P. sul B.U.R.L. Serie Editoriale Inserzioni n. 42 del 15 ottobre 2003, sono esercitate dai Comuni e dalla Provincia le funzioni trasferite dall'art. 3 commi 3 e 13 l.r. 1/2000 in materia di "territorio e urbanistica" e in particolare sono trasferite ai Comuni le funzioni relative all'approvazione degli strumenti urbanistici comunali previa verifica di compatibilità con i contenuti nel P.T.C.P..
La Regione Lombardia ha approvato l'11 marzo 2005 la nuova legge per il governo del territorio, che riforma la materia di territorio e urbanistica. Di seguito è possibile trovare alcune informazioni a riguardo.

Considerato che, per effetto dell'art. 25 comma 4 della L.R. 12/05 relativo alla "norma transitoria" e "fino all'adeguamento di cui all'articolo 26, i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali conservano efficacia, ma hanno carattere prescrittivo solo per i casi di prevalenza di cui all'articolo 18 della legge", con la Delibera di Giunta Provinciale n. 255 del 23 maggio 2006 sono stati definiti i livelli di prevalenza dei contenuti del PTCP vigente e delle relative previsioni.

Scarica
  1. Delibera G.P. n. 255/06 - Definizione dei livelli di prevalenza del PTCP
FINALITA’ DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE
Il P.T.C.P. è uno STRUMENTO per promuovere, indirizzare e coordinare i processi di trasformazione territoriale di interesse provinciale e, indirettamente, orienta i processi  di sviluppo economico e sociale in modo coerente con la pianificazione e la programmazione regionale. Esso assume come obiettivi generali la sostenibilità ambientale dello sviluppo e la valorizzazione dei caratteri paesistici locali e delle risorse territoriali, ambientali, sociali ed economiche secondo il principio di equità tra i soggetti e i luoghi.
Il P.T.C.P. ha carattere di flessibilità e processualità, è suscettibile di successivi completamenti e integrazioni e costituisce un quadro di riferimento in costante evoluzione per il sostegno alle decisioni.
Il P.T.C.P., sulla base della condivisione degli obiettivi e della partecipazione nella gestione delle scelte, si rifà al principio di sussidiarietà nel rapporto con gli enti locali e affida la sua attuazione alle capacità e alle responsabilità degli interlocutori pubblici e privati. Esso ha anche efficacia di Piano paesistico-ambientale.
Compongono inoltre il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Cremona, in qualità di documenti integranti, i due Piani di Settore, già adottati insieme al P.T.C.P. come suoi strumenti di attuazione e di specificazione nell’ambito delle competenze della Provincia in materia di Commercio - “Piano dello Sviluppo e adeguamento della Rete di Vendita” – e di Mobilità – “Piano Integrato della Mobilità (P.I.M.).


GLI ELABORATI DEL PIANO
Il Piano è composto da due tipi di elaborati: quelli di progetto, la cui modifica comporta la procedura di variante al P.T.C.P. prevista dalla legge regionale, che contengono l’insieme delle scelte e delle disposizioni del piano e le principali informazioni di carattere analitico e valutativo; quelli di analisi e per la gestione del piano, che contengono l’insieme dei riferimenti con cui sono stati redatti gli elaborati di progetto del P.T.C.P. e che costituiscono i materiali per supportare la realizzazione del P.T.C.P..

Gli elaborati di progetto del P.T.C.P. sono:
  1. il Documento direttore, in cui sono contenuti il metodo e gli strumenti di piano adottati; i metodi e i risultati delle analisi e degli studi condotti sui sistemi paesistico-ambientale, socio-economico, insediativo e infrastrutturale; gli indirizzi di piano, con le indicazioni sulle scelte relative agli scenari di sviluppo, alle priorità di intervento e agli aspetti paesistico-ambientali, socio-economici, insediativi e infrastrutturali. Il documento contiene inoltre, in appendice, i seguenti documenti:
  2. la Normativa, in cui sono contenuti gli obiettivi e i caratteri del P.T.C.P.; i dispositivi di carattere orientativo, prestazionale e prescrittivo; le modalità di adozione, di gestione e di attuazione del P.T.C.P.;
  3. le cartografie di progetto del P.T.C.P., i cui tematismi, con scale nominali diverse, sono stati restituiti in formato digitale in scala 1:25.000:
    1. Carta degli indirizzi per il sistema paesistico-ambientale;(carta con valore di indirizzo programmatorio)
    2. Carta degli indirizzi per il sistema insediativo e per le infrastrutture; (carta con valore di indirizzo programmatorio)
    3. Carta delle opportunità insediative; (carta con valore di indirizzo operativo)
    4. Carta delle tutele e delle salvaguardie; (carta con valore prescrittivo)
    5. Carta degli usi del suolo;(carta con valore di indirizzo analitico - programmatorio)
    6. Carta del degrado paesistico-ambientale. (carta con valore di indirizzo analitico - programmatorio)
Gli elaborati di analisi per la gestione del P.T.C.P. sono costituiti da:
  1. Allegato 1, Gli indirizzi e le indicazioni per lo sviluppo insediativo, in cui si riportano, per ciascun Comune, le prescrizioni contenute nella Normativa e si specificano le indicazioni contenute nel Documento Direttore relative allo sviluppo insediativo, fornendo così i riferimenti per la gestione dei PRG vigenti, di cui al punto 1 dell’art. 11, e per la redazione di quelli futuri. Esso costituisce così un importante riferimento per orientare in modo trasparente e condiviso le scelte provinciali e comunali di sviluppo territoriale.
  2. Allegato 2, Progetto di Rete ecologica provinciale, in cui sono riportate le analisi e le indicazioni per la costruzione della Rete ecologica provinciale.
  3. Allegato 3, Carta delle compatibilità fisico-naturali, in cui sono riportati i riferimenti teorici e i passaggi metodologici che hanno portato alla sua realizzazione. La Carta delle compatibilità fisico-naturali fornisce i riferimenti per orientare la localizzazione degli insediamenti urbani e industriali e delle infrastrutture territoriali e per tutelare le aree agricole e le aree naturali di maggior pregio.
  4. Allegato 4, Indice territoriale di sostenibilità ambientale (InTeSA), in cui sono esposti i riferimenti teorici e applicativi di questo indice e sono riportati i passaggi che hanno portato al suo calcolo per il territorio provinciale cremonese.
  5. Allegato 5, Mosaico informatizzato dei piani regolatori generali, realizzato sulla base della legenda unificata indicata dalla regione Lombardia. Esso fornisce il quadro aggiornato al luglio 2003 delle previsioni degli strumenti urbanistici comunali.
  6. Allegato 6, Ricognizione del patrimonio edilizio agricolo dei 115 comuni, che consiste in una sintesi dei dati rilevati attraverso il Censimento del patrimonio edilizio agricolo provinciale effettuato nel 2000-2001. L’allegato sul censimento delle cascine della provincia di Cremona sarà oggetto di una successiva specifica pubblicazione editoriale.

COME ACCEDERE AGLI ELABORATI DEL PIANO
Tutti i documenti scritti e le carte del P.T.C.P. sono riprodotti in formato pdf e sono consultabili (con Acrobat Reader versione 5.0) e scaricabili direttamente dal sito del Territorio della Provincia, aprendo dal menù a tendina laterale la pagina corrispondente all’elaborato desiderato. L’organizzazione di questo spazio è volta a semplificare l’approccio con tematiche complesse e ad ampliarne la conoscenza e per permettere a tutti gli amministratori locali, ai tecnici e a chiunque vi abbia interesse di leggere ad una scala adeguata sia le informazioni d’analisi che le proposte progettuali che il piano contiene.
Si segnala che le Carte di piano sono suddivise seconda la griglia dei Fogli della Carta Tecnica Regionale (CTR), al fine di renderne possibile l’operazione di scarico (download) e di stampa. In particolare, per stampare ciascun foglio nella scala nominale 1:25.000, quella “ufficiale” del P.T.C.P., è necessario utilizzare il formato  A3 (foglio UNI A3).

DOVE TROVARE SUBITO QUEL CHE SERVE DEL PTCP
GUIDA PER ARGOMENTI - collegamento diretto alle carte e alle parti dei documenti di piano relativi

IL CD-ROM DEL P.T.C.P.

E' stato realizzato inoltre il cofanetto con i CD-Rom "Piano Territoriale di Coordinamento - Provincia di Cremona", al fine di semplificare l'approccio con tematiche complesse e di ampliarne la conoscenza e per permettere a tutti gli amministratori locali, ai tecnici e a chiunque vi abbia interesse di leggere ad una scala adeguata sia le informazioni d'analisi che le proposte progettuali che il piano contiene. Con l'intento di agevolare il processo di partecipazione alla costruzione di questo importante strumento per il governo del territorio, si è ritenuto opportuno rendere acquisibile gratuitamente presso l'"Ufficio Relazioni con il Pubblico" il CD - Rom del P.T.C.P. nelle sedi di Cremona, Crema e Casalmaggiore.

L’ITER DI APPROVAZIONE DEL P.T.C.P.: BREVE SINTESI
La Provincia di Cremona, già nel 1998 adotta definitivamente il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale previsto dalla legge n. 142/90 con delibera del Consiglio n. 156 del 15 dicembre, il quale però non può essere approvato in assenza della legge regionale specifica.
A partire da questa prima proposta di piano e dopo avere acquisito il 27 giugno 2001 il parere favorevole della Conferenza dei Comuni, il Consiglio Provinciale con deliberazione n. 4 del 16 gennaio 2002 adotta il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Cremona ai sensi del comma 31 dell’art. 3 della l.r. 5 gennaio 2000 n. 1 e insieme ad esso, due Piani di Settore, come strumenti di attuazione e di specificazione del P.T.C.P. nell’ambito delle competenze della Provincia in materia di Commercio - “Piano dello Sviluppo e adeguamento della Rete di Vendita” – e di Mobilità – “Piano Integrato della Mobilità” (P.I.M.).
La Deliberazione del Consiglio Provinciale di adozione è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Serie Editoriale Inserzioni n. 21 del 22 maggio 2002.
Complessivamente pervengono 80 osservazioni, di queste soltanto 43 entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di adozione - dal 22 maggio 2002 al 20 giugno - nei termini previsti ai sensi di legge (comma 33 art. 3 l.r. 1/2000). Le 37 osservazioni fuori termine  sono ritenute ammissibili secondo le indicazione fornite dalla Giunta provinciale con atti n. 271 del 18 giugno 2002 e 92 del 25 febbraio 2003.
Il parere di competenza è approvato dalla Giunta Regionale con delibera n. 11267 del 25 novembre 2002 con il quale essa richiede alcuni adeguamenti del piano e la prosecuzione della procedura di approvazione.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è sottoposto all’espressione del parere della Conferenza dei Comuni , previsto dalla legge regionale (comma 34, art. 3), che in data 13 maggio 2003, presenti 77 Comuni di cui 77 votanti, esprime parere favorevole con 73 voti favorevoli (76,9% del peso ponderato di voto), nessun contrario e 4 astenuti (4,3%)
Il 9 luglio 2003 il Consiglio Provinciale, visto e approvato il documento “Decisioni sulle osservazioni presentate – relazione” relativo alle proposte di risposta e valutazione dei quesiti contenuti nelle osservazioni pervenute, approva ai sensi dell’art. 3, commi 34 e 35 le modifiche e integrazioni apportate agli elaborati del P.T.C.P. adottato a seguito del recepimento del parere regionale, delle osservazioni pervenute da parte di tutti i soggetti interessati e del confronto con la Conferenza dei Comuni.
In adempimento alla procedura di legge di cui sopra, la pubblicazione della Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 95 del 16 gennaio 2002 è avvenuta sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Serie Editoriale Inserzioni n. 42 del 15 ottobre 2003.

LA NUOVA LEGGE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO LOMBARDO

La nuova Legge per il governo del territorio della Lombardia, detta legge "Moneta", abroga 34 leggi in materia di pianificazione del territorio, urbanistica ed edilizia e possiede la veste giuridica di Testo Unico. Tra queste viene abrogato l'art. 3 - commi 1-40 - della l.r. 1/2000.
L'approvazione del Consiglio Regionale risale allo scorso 16 febbraio e il Presidente della Giunta Regionale ha promulgato la nuova legge regionale n.12 in data 11 marzo 2005. Questa è stata successivamente pubblicata sul 1o Supplemento Ordinario al BURL n.11 del 16 marzo 2005 ed è entrata in vigore dal 31 marzo 2005.

IL RUOLO DELLA PROVINCIA E IL PTCP

Lo strumento per il livello intermedio di governo del territorio resta il PTCP, rispetto al quale vengono raccordate "le previsioni dei piani di settore la cui approvazione per legge è demandata alla provincia" e la verifica di compatibilità della pianificazione comunale. L'art. 26 della legge prevede che le province deliberino l'avvio del procedimento di adeguamento dei loro piani territoriali di coordinamento provinciali entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Una sintesi dei contenuti e delle prospettive sulle competenze della Provincia alla luce della nuova legge regionale per il governo del territorio è stata approvata dalla Giunta provinciale con atto n. 215 del 12 maggio 2005.

SULL'ARGOMENTO VAI ALLA PAGINA NOVITÀ DAL TERRITORIO

COSA SUCCEDE AL P.T.C.P. VIGENTE

Il PTCP già approvato resta efficace, ma prevalente sugli strumenti urbanistici comunali solo per alcuni contenuti specifici. Infatti, nella fase transitoria, fino all'adeguamento di cui sopra, i piani territoriali di coordinamento provinciali conservano efficacia, ma hanno carattere prescrittivo solo per i casi di prevalenza di cui all'articolo 18 della legge.
Nello specifico hanno efficacia prescrittiva e prevalente sugli atti del PGT le seguenti previsioni del PTCP (sia quello vigente che quello adeguato): le previsioni in materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici; l'indicazione della localizzazione delle infrastrutture riguardanti il sistema della mobilità (con l'apposizione del vincolo della durata di cinque anni alla scala della pianificazione provinciale e in alcuni casi a quella comunale) che, inoltre - elemento di novità - è prevalente sui piani territoriali di coordinamento dei parchi regionali; l'indicazione, per le aree soggette a tutela o classificate a rischio idrogeologico e sismico, delle opere prioritarie di sistemazione e consolidamento, nei soli casi in cui la normativa e la programmazione di settore attribuiscano alla provincia la competenza in materia con efficacia prevalente. Il PTCP può assumere il valore e gli effetti di piano di settore del Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) del Po in caso di stipulazione delle intese di cui al decreto Bassanini (D.Lgs. 112 art. 57).
Rispetto ai nuovi dettati normativi dettati dalla legge "Moneta"; la principale novità consiste però nella individuazione proprio delle aree agricole e la definizione di norme per la loro gestione d'uso e tutela paesistico-ambientale. Infatti secondo il testo di legge il PTCP definisce "gli ambiti destinati all'attività agricola, dettando i criteri e le modalità per individuare a scala comunale le aree agricole, nonché specifiche norme di valorizzazione, di uso e di tutela, in rapporto con strumenti di pianificazione e programmazione regionali, ove esistenti".

SINTESI DELLE COMPETENZE PROVINCIALI PREVISTE DALLA L.R. 12/2005

Rispetto ai contenuti dell'art.3 della LR 1/2000, precedente norma di riferimento, vengono attribuite alle Province le seguenti competenze amministrative:

  1. Valutazione di compatibilità al PTCP degli atti costituenti il Piano di Governo del territorio (già contenuto nella LR 1/2000 ma finalizzato alla verifica dei PRG) volta alla verifica della compatibilità con il proprio Piano Territoriale di Coordinamento del Documento di Piano, dei Piani Attuativi in variante allo stesso entro centoventi giorni dal ricevimento della relativa documentazione, decorsi inutilmente i quali la valutazione si intende espressa favorevolmente (artt. 13 cc.5-7, 14 c. 5). Anche i Programmi integrati di intervento (art. 92) e i progetti presentati allo sportello unico per le attività produttive in contrasto con il PGT (art. 97) sono oggetto di verifica di compatibilità al PTCP.
  2. Incarichi per atti di Pianificazione alla Provincia. Possono essere attribuiti incarichi di progettazione di strumenti di Piano da parte dei Comuni (predisposizione dei PGT) e da parte della Regione Lombardia (predisposizione dei Piani d'Area).
  3. Approvazione dei piani attuativi e loro varianti. Interventi sostitutivi. L'art. 14,comma 7 stabilisce che il potere d'intervento sostitutivo è esercitato dalle province a far tempo dall'efficacia del rispettivo piano territoriale di coordinamento provinciale.
  4. Albo dei Commissari ad acta. Ai fini dell'esercizio del potere sostitutivo provinciale in materia urbanistico-edilizia e paesaggistico-ambientale, ogni provincia istituisce, a far tempo dall'efficacia del rispettivo PTCP, un albo dei commissari ad acta, articolato per sezioni.
  5. Ripartizione delle funzioni amministrative sui beni paesaggistici.
    Spetta alla provincia competente per territorio l'esercizio delle predette funzioni amministrative per l'esecuzione di:
    1.  attività estrattiva di cava e di smaltimento rifiuti ad eccezione di quanto previsto dal comma 2 dell'art.80 (competenze regionali);
    2.  strade di interesse provinciale;
    3.  interventi da realizzarsi nelle aree di demanio lacuale relativamente ai laghi indicati nell'allegato A della presente legge;
    4.  interventi di trasformazione del bosco
    Le funzioni amministrative di cui sopra inerenti ad opere idrauliche realizzate dagli enti locali, sono esercitate dagli enti locali stessi, sulla base di criteri approvati dalla Giunta regionale, con proprio provvedimento, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
  6. Programmi Integrati di Intervento - P.I.I. (ex LR 9/99). La verifica di compatibilità del progetto con gli aspetti di carattere sovracomunale del PTCP (art. 92) già previsto dalla LR 9/99 modificata però nel "campo di applicazione")
  7. Sportello unico per le attività produttive. Alla conferenza di servizi è sempre (nuova disposizione) invitata la provincia ai fini della valutazione della compatibilità del progetto con il proprio piano territoriale di coordinamento (art. 97).
  8. Disposizioni straordinarie per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico (art.98) Per la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico dirette a garantire la sicurezza dei cittadini, con la realizzazione di sedi, attrezzature e presidi delle forze dell'ordine e della vigilanza urbana, comportanti variante agli atti di PGT.
    L'infruttuosa decorrenza dei termini e l'inerzia comunale costituisce presupposto per la richiesta di intervento sostitutivo. Il potere di intervento sostitutivo è esercitato dalle province, a far tempo dall'efficacia del rispettivo PTCP.
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