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Il contesto generale
A partire dagli anni '80 diversi fenomeni sociali a livello internazionale tra cui la globalizzazione, l'integrazione europea e i programmi comunitari, i processi di democratizzazione e decentramento di diversi paesi in via di sviluppo o in transizione, la constatazione dell'inefficacia delle politiche "top-down" praticate dai governi nazionali, la crescita del protagonismo e dell'attivismo della società civile organizzata nei diversi contesti locali e internazionali, hanno "riqualificato" il ruolo delle autonomie locali nei processi di governo del proprio territorio. L'interazione di questi fattori ha significato un nuovo approccio alla cooperazione internazionale e un vivace dibattito sul concetto di sviluppo, cooperazione e solidarietà, all'interno del quale il ruolo degli attori locali, (pubbliche amministrazioni, associazionismo, organizzazioni di categoria, istituzioni accademiche, soggetti economici privati) assume una certa centralità in termini di esperienza, capacità tecniche, competenze, efficacia di risposta ai bisogni locali, di interpretazione e ascolto del proprio territorio. E' in questo quadro che si sviluppa la cooperazione decentrata, legittimata sia a livello internazionale che nazionale, attraverso una serie di normative, regolamenti, conferenze. Per i governi locali e la società civile organizzata, in particolare, la cooperazione decentrata diviene parallelamente strumento politico di cittadinanza attiva, di pace, di tutela dei diritti umani, di diplomazia e di rafforzamento del processo democratico locale. L'impegno della Provincia di Cremona e degli attori del territorio cremonese nella solidarietà e nella cooperazione internazionale trova spazio e si sviluppa proprio all'interno di un processo storico ed evolutivo, complesso e di dimensione globale. |