Cremona: cenni storico-turistici
CREMONA ROMANA E ALTOMEDIEVALE
Il centro storico di Cremona mantiene in pianta l’antico impianto urbano romano delineato dall’incrocio a perpendicolo dei due principali assi viari, il cardo (gli attuali corso Campi, via Verdi e via Monteverdi) ed il decumano (corso Cavour, via Cavallotti e via Jacini). Quasi allo sbocco in piazza del Comune, è stato riportato alla luce, in via Solferino, un tratto di basolato di uno dei cardini minori.
Tracce della città romana, in particolare dei preziosi pavimenti musivi che decoravano alcune domus di un quartiere residenziale dell’epoca, collocato tra le attuali vie Cadolini, Anguissola, Plasio ed il lato est di piazza Roma, sono, invece, visibili nelle cantine della scuola elementare “Capra-Plasio”.
Il resto della città romana è in parte ancora coperto dalla città attuale, come dimostrato dai recenti scavi di Piazza Marconi, ma importanti reperti epigrafici, musivi e statuari sono visitabili sia nella sezione archeologica del Museo Civico 3 , in corso di ristrutturazione, sia, su richiesta, nel laboratorio di restauro allestito nella ex basilica di San Lorenzo in via Gerolamo da Cremona, eretta nel X sec. sul sito di un’antica necropoli, in stretta prossimità dell’antico tracciato della via Postumia.
A breve distanza, sempre su via Gerolamo da Cremona, prospetta il fianco della più antica chiesa cittadina, San Michele Vetere,di probabile fondazione longobarda (secc. VII-VIII), ma ampiamente rimaneggiata nel XII secolo.
CREMONA MEDIEVALE
Piazza del Comune, maggior vanto artistico della città, è l’esemplificazione dell’importante ruolo svolto da Cremona nell’epoca medievale. Prospetta sulla piazza il Torrazzo , possente torre merlata di 111 metri edificata in due momenti, ante 1267 la torre quadrata e tra il 1284 ed il 1305 il coronamento ottagonale. Ad esso si affianca il Duomo, esempio di architettura romanico-lombarda, iniziato nel 1107, danneggiato da un terremoto nel 1117 e consacrato nel 1196; in facciata spicca, oltre al protiro duecentesco ornato dal fregio dei Mesi di scuola antelamica, dalle statue dell’Assunta (a cui è intitolata la chiesa), dei patroni cittadini (i santi Imerio ed Omobono) di M. Romano (1310), il rosone di G. Porrata (1274). Un breve periplo permette di apprezzare il transetto nord, su via Boccaccino, del 1288, il complesso absidale ed il transetto sud del 1342.
Nell’interno degni di nota sono il ciclo d’affreschi della navata centrale (Storie
di Marie e Gesù), realizzato tra il 1514 ed il 1522 da B. Boccaccino, G. F. Bembo, A. Melone, G. Romanino e dal Pordenone, il coro ligneo di G. M. Platina (1483-90) e la Grande Croce, quattrocentesca opera d’argenteria. Completano la piazza l’ottagonale Battistero del 1167, la Loggia dei Militi edificata nel 1292 ed il Palazzo Comunale, molto rimaneggiato, che riprende la struttura del broletto lombardo. Su piazza Sant’Agata, centro dell’espansione urbana medioevale fuori dalle antiche mura romane, prospettano il palazzo Cittanova, eretto nel 1256 e la chiesa di Sant’Agata del 1077, dalla bella facciata neoclassica (di L. Voghera,1845), che conserva la preziosa Sacra Tavola, opera di un anonimo pittore del XIII secolo.
A breve distanza sorge la chiesa di Sant’Agostino, edificio monastico del 1339, con facciata di gusto gotico, mentre nell’interno si segnalano la cappella Cavalcabò con affreschi di scuola bembesca ed una tavola d’altare del Perugino.
CREMONA RINASCIMENTALE
Il complesso abbaziale di San Sigismondo costituisce, dopo il Duomo, l’edificio religioso più importante della città. Già convento dei Vallombrosani passò ai Gerolomini a partire dal 1463, per volontà di Bianca Maria Visconti che lo fece erigere per commemorare il luogo dove erano avvenute le sue nozze con Francesco Sforza. Ad un sobrio esterno corrisponde all’interno una delle più armoniose decorazioni del Rinascimento lombardo che vide gli interventi di C. Boccaccino, dei tre fratelli Campi e di Bernardino Campi, mentre una porta intagliata (1536) immette nell’elegante chiostro. Altro gioiello del Rinascimento cremonese è la chiesa di Santa Margherita, voluta dal vescovo umanista M. G. Vida che affidò il progetto a Giulio Campi, autore, con il fratello Antonio, dell’unitaria decorazione interna, mentre nella chiesa di San Pietro al Po, riedificata nel 1573, già importante monastero, come segnalano i due chiostri rinascimentali, si conserva nei transetti un intervento ad affresco di Antonio Campi (1579) che si accompagna alla restante decorazione di esuberante gusto tardo-manierista. Più complesse sono, le vicende della chiesa di Sant’Abbondio, già monastero benedettino, ristrutturata dagli Umiliati nel XV secolo per passare nel 1579 ai Teatini; oltre allo splendido chiostro bramantesco, degne di segnalazione sono le decorazioni ad affresco di G. B. Trotti e O. Sammacchini del sec. XVI, e l’annesso Santuario Lauretano, copia della Santa Casa di Loreto del 1624.
Ad un altro capo della città sorge invece la chiesa di San Luca, con facciata in cotto del 1471 ed annesso Tempietto del Cristo Risorto, opera di B.de Lera del 1503, eretto come atto di ringraziamento per una scampata pestilenza. Cremona conserva anche molti palazzi nobiliari del Rinascimento come, su corso Garibaldi a poca distanza dalla chiesa di San Luca, palazzo Raimondi, dell’umanista Eliseo Raimondi (1496), interamente rivestito di marmi bianchi e rosa, che ospita, oltre ad istituti scolastici come la Facoltàdi Musicologia, la Fondazione “W. Stauffer” attiva in campo musicale. Nell’imponente palazzo Affaitati, sito in via U. Dati ed edificato per l’omonima famiglia di banchieri tra il 1561 ed il 1570 da F. e G. Dattaro, hanno invece sede le due più importanti istituzioni culturali della città: il Museo Civico “Ala Ponzone”, composto da varie sezioni fra cui spiccano la ricca Pinacoteca, il Museo Stradivariano, e la Biblioteca Statale con la Libreria Civica.
CREMONA SPAGNOLA E SETTECENTESCA
Dopo l’aurea stagione rinascimentale, Cremona ripiega gradualmente su se stessa ed a testimonianza di ciò più rari si fanno, in epoca barocca, i nuovi interventi architettonici anche se proprio al 1602 data l’apertura del grandioso cantiere della chiesa dei Santi Marcellino e Pietro che, con l’annesso collegio (ancor oggi utilizzato come scuola pubblica), divenne sede dei potenti Gesuiti. Al 1629 risale il completamento della facciata della barocca chiesa di San Vincenzo in via Palestro mentre l’unica chiesa parrocchiale della città realizzata in pieno Settecento è la chiesa di Sant’Ilario la cui edificazione, voluta dagli Eremitani Scalzi di S. Agostino al posto di una chiesa preesistente, data tra il 1714 e il 1766; ad una facciata incompleta, ma impostata secondo i canoni dello stile barocchetto, corrisponde un interno dinamico con stucchi e decorazioni ed una ricca quadreria che ben esemplifica la pittura cremonese tra ‘600 e ‘700. A metà Settecento l’antica chiesa di Sant’Omobono, nella quale il Santo Patrono era morto il 13 novembre 1197, venne scenograficamente affrescata da G. A. Borroni e G. B. Zaist. Tra gli edifici civili, il gusto ormai decisamente avviato verso il pieno barocchetto sigla la bella facciata del palazzo Stanga-Rossi di San Secondo di corso Garibaldi ed in via dei Tribunali la lunga facciata di palazzo Silva- Persichelli (oggi sede del Tribunale) mostra le novità stilistiche proprie del suo autore, l’architetto F. Rodi che lo eseguì nel 1784. All’imperante stile neoclassico rimanda, invece, il Teatro “A. Ponchielli”, posto su corso Vittorio Emanuele e ricostruito dopo un rovinoso incendio da Luigi Canonica nel 1806.
Al 1828 data, infine, palazzo Mina-Bolzesi in via Platina, unico nel suo genere a Cremona in stile Impero, attribuito all’architetto milanese Carlo Sada o al ticinese Simone Cantoni.
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