Impatto dell'epidemia COVID-19 sulla mortalità totale della popolazione- 1° trim 2020

Rapporto ISTAT- ISS

L’Istat ha diffuso un Rapporto realizzato insieme all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che fornisce una lettura integrata dei dati epidemiologici di diffusione dell’epidemia di Covid-19 e dei dati di mortalità totale riferiti al primo trimestre 2020.

In sintesi il Rapporto riporta che:

La diffusione geografica dell’epidemia è stata eterogenea: molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro e molto elevata nelle regioni del Nord.

Nonostante il calo dei contagi dovuto alle misure di “distanziamento sociale” intraprese dai primi giorni di marzo, le curve nazionali dei casi diagnosticati e dei decessi hanno iniziato a decrescere solo negli ultimi giorni di marzo.

Il 52,7% dei casi (104.861) è di sesso femminile. L’età mediana è di 62 anni. Nelle fasce di età 0-9 anni, 60-69 e 70-79 anni si osserva un numero maggiore di casi di sesso maschile. Nella fascia di età >90 anni, il numero di soggetti di sesso femminile è più del triplo rispetto a quello di soggetti di sesso maschile probabilmente dovuto alla netta prevalenza di donne in questa fascia di età.

La letalità è più elevata è nei soggetti di sesso maschile in tutte le fasce di età, ad eccezione della fascia 0-19 anni. Nel 34,7% dei casi segnalati viene riportata almeno una co-morbidità (una tra: patologie cardiovascolari, patologie respiratorie, diabete, deficit immunitari, patologie metaboliche, patologie oncologiche, obesità, patologie renali o altre patologie croniche).

L’eccesso di mortalità più consistente si riscontra per gli uomini di 70-79 anni: qui i decessi aumentano di circa 2,3 volte tra il 20 febbraio e il 31 marzo; segue la classe di età 80-89 (quasi 2,2 volte di aumento). L’incremento della mortalità nelle donne è invece più contenuto per tutte le classi di età. Raggiunge il 20% in più della media degli anni 2015-2019 alla fine di marzo, tanto per la classe di età 70-79 che per la 90 e più.

Considerando il mese di marzo 2020, si osserva a livello medio nazionale una crescita del 49,4% dei decessi per il complesso delle cause, rispetto alla media dei decessi del mese di marzo del periodo 2015-2019. Considerando invece il periodo 20 febbraio-31 marzo, si osserva a livello medio nazionale una crescita dei decessi per il complesso delle cause del 38,7%: da 65.592 a 90.946, rispetto allo stesso periodo della media 2015-2019. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità ed  il 54% di questi è costituito da morti diagnosticati Covid-19 (13.710)

Il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello nazionale si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 3.271 comuni, 37 province del Nord più Pesaro e Urbino. In queste province, i decessi per il complesso delle cause nel mese di marzo sono più che raddoppiati rispetto alla media 2015-2019.
Se si considera il periodo dal 20 febbraio al 31 marzo, i decessi sono passati da 26.218 a 49.351 (+ 23.133) e poco più della metà di questo aumento (52%) è costituita da casi accertati per Covid-19 (12.156).

Le province più colpite dall’epidemia che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, con incrementi percentuali a tre cifre  nel mese di marzo 2020, rispetto alla media di marzo 2015-2019 sono state: Bergamo (568%), Cremona (391%), Lodi (371%), Brescia (291%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%), Pesaro e Urbino (120%).

In particolare, in provincia di Cremona dal 20 febbraio al 31 marzo i decessi complessivi sono stati 1.999, contro i 496  registrati in media  nello stesso periodo 2015-2019 e i decessi accertati per Covid-19 sono stati 687, il 34,4%.

Il Rapporto, oltre che in allegato, è disponibile alla pagina https://www.istat.it/it/archivio/242149

 

Per informazioni:
Michela Dusi
Corso Vittorio Emanuele II, 17
Tel. 0372 406515
Email: statistica@provincia.cremona.it

Inserita il giorno 05-05-2020 nella sezione "Dati demografici"