SETTORE LAVORO E FORMAZIONE - Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro
Newsletter N.1 2026
L’analisi dei dati delle Forze Lavoro ISTAT a livello provinciale relativi all’anno 2025, a cura dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Cremona (Settore Lavoro e Formazione)
Nei giorni scorsi l’ISTAT ha pubblicato i dati sulle Forze di lavoro a livello provinciale, una rilevazione annuale che consente di osservare l’andamento del mercato del lavoro nei territori. Questi dati sono fondamentali per comprendere il contesto locale, anche se non esistono indicatori specifici a livello sub-provinciale. A differenza delle Comunicazioni Obbligatorie (COB), che registrano eventi concreti come assunzioni e cessazioni, i dati ISTAT derivano da rilevazioni campionarie effettuate tramite interviste a un numero selezionato di persone per ogni provincia.
I dati del 2025 restituiscono per la provincia di Cremona un quadro ancora complessivamente positivo, ma meno dinamico rispetto all’anno precedente. Accanto alla buona tenuta di alcuni indicatori, emergono infatti segnali di rallentamento, con un lieve calo dell’occupazione e un aumento dell’inattività. Restano, inoltre, evidenti alcune differenze legate al genere e alle diverse fasce d’età.
In questo articolo vengono analizzate le principali tendenze emerse dai dati, con particolare attenzione ai confronti territoriali, alla componente di genere, alle classi di età e alla distribuzione degli occupati per posizione professionale e settore economico.
Tasso di attività
Nel 2025 il tasso di attività della popolazione tra i 15 e i 64 anni nella provincia di Cremona si attesta al 70,6%, segnando una diminuzione di 1 punto percentuale rispetto al 71,6% rilevato nel 2024. Dopo il recupero registrato nell’ultimo anno, il dato evidenzia, dunque, una lieve flessione della partecipazione al mercato del lavoro. Nonostante ciò, Cremona continua a mantenersi su livelli superiori alla media nazionale, pari al 66,7%, mentre resta al di sotto del valore medio lombardo, che nel 2025 si colloca al 71,7%.
Nel confronto con il contesto regionale, la provincia si conferma comunque in una posizione relativamente favorevole. Cremona si colloca, infatti, al di sopra di diverse province lombarde, tra cui Monza e Brianza (70,3%), Como e Brescia (69,8%), Bergamo (68,8%), Lodi (68,1%), Sondrio (68,0%) e Lecco (67,2%). Restano, invece, superiori i livelli osservati in Milano (75,1%), Varese (72,0%), Pavia (71,9%) e Mantova (71,6%). Il dato del 2025 colloca, quindi, Cremona in una fascia intermedia del panorama lombardo: lontana dalle performance più elevate, ma ancora al di sopra di una parte consistente del territorio regionale.
La componente che contribuisce maggiormente al ridimensionamento complessivo è quella femminile. Il tasso di attività delle donne si attesta, infatti, al 61,2%, in calo di 1,4 punti percentuali rispetto al 62,6% del 2024. Si tratta di un arretramento che riporta il valore su livelli prossimi a quelli del 2023 e che interrompe il miglioramento osservato negli anni più recenti. Il dato provinciale rimane, comunque, superiore alla media italiana (57,8%), ma continua a collocarsi non poco al di sotto della media regionale (64,4%), segnalando una persistente distanza rispetto ai livelli di partecipazione femminile più elevati espressi dal contesto lombardo.
Anche il tasso di attività maschile mostra una lieve flessione. Nel 2025 esso raggiunge il 79,5%, a fronte dell’80,4% registrato nel 2024. Pur in diminuzione, il dato si mantiene su valori elevati e risulta ancora superiore sia alla media lombarda (78,8%) sia a quella nazionale (75,6%). La partecipazione maschile continua, quindi, a rappresentare un punto di forza del mercato del lavoro provinciale, anche se il lieve arretramento osservato nell’ultimo anno suggerisce un generale rallentamento della dinamica espansiva che aveva caratterizzato la fase precedente.
Torna inoltre ad ampliarsi il differenziale di genere, che passa da 17,8 a 18,3 punti percentuali, confermando come la partecipazione femminile continui a rappresentare il principale ambito di attenzione. Più che un peggioramento strutturale, il dato sembra indicare una fase di rallentamento, nella quale il consolidamento dei progressi raggiunti, soprattutto sul versante dell’attivazione femminile, resta una delle sfide centrali per l’equilibrio e la tenuta del mercato del lavoro locale.
Tasso di occupazione
Nel 2025, il tasso di occupazione complessivo (15-64 anni) nella provincia di Cremona si attesta al 68,9%, in calo rispetto al 70,3% del 2024. Nonostante la flessione, il dato resta superiore alla media nazionale (62,5%), ma si colloca lievemente al di sotto della media lombarda (69,6%). Nel confronto con le altre province lombarde, Cremona si colloca in una posizione intermedia, lontana dai valori più elevati di Milano (72,8%) e Varese (69,8%), ma comunque sopra molte altre realtà regionali. Dopo il recupero registrato negli ultimi anni, il dato del 2025 segnala quindi un rallentamento, pur mantenendo la provincia su livelli ancora solidi nel contesto territoriale regionale.
Anche in questo caso, il calo è più marcato per le donne: il tasso di occupazione femminile scende al 59,9%, in diminuzione di 1,7 punti percentuali rispetto al 61,6% del 2024. Pur restando sopra la media nazionale (53,8%), Cremona si conferma ancora decisamente sotto la media regionale (62,1%) e distante dai livelli più elevati registrati a Milano (68,1%).
Il tasso di occupazione maschile passa invece dal 78,7% al 77,5%, con una flessione più contenuta (-1,2 punti), ma si mantiene ancora superiore sia alla media lombarda (76,8%) sia a quella nazionale (71,2%), confermando una buona tenuta della componente maschile del mercato del lavoro provinciale.
L’andamento del mercato del lavoro continua a differenziarsi tra le diverse fasce d’età:
Numero di occupati
Per quanto riguarda il numero di occupati, nel 2025 in provincia di Cremona si contano 154.000 occupati, in lieve diminuzione rispetto ai 157 mila del 2024. Il calo riguarda entrambe le componenti di genere: gli uomini passano da 90.000 a 89.000, mentre le donne scendono da 67.000 a 65.000. Il dato complessivo torna così sui livelli del 2023, interrompendo la crescita osservata nell’ultimo anno.
Analizzando la tipologia di occupazione, nel 2025 gli occupati dipendenti in provincia di Cremona sono 125.000, mentre gli indipendenti sono 29.000. Rispetto al 2024, la diminuzione registrata nell’ultimo anno è avvenuta esclusivamente tra i lavoratori dipendenti, in calo di 4.000 unità, mentre il numero dei lavoratori indipendenti è aumentato lievemente, con 1.000 unità in più.
Suddividendo gli occupati per settore economico, nel 2025 si osservano le seguenti dinamiche:
Questi dati confermano che il settore più rilevante per l’occupazione a Cremona resta quello dei servizi, con 95.000 occupati, pari a circa il 62% del totale. L’industria nel suo complesso conta 51.000 occupati (circa il 33%), mentre l’agricoltura e i settori affini si attestano intorno al 5% del totale.
Occupazione a livello nazionale
La situazione occupazionale a Cremona si inserisce in un quadro nazionale ancora positivo, seppure in rallentamento rispetto al 2024. In Italia, nel 2025, il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni sale al 62,5% (+0,3 punti percentuali rispetto al 2024). Nella media annua, il numero di occupati cresce di circa 185.000 unità (+0,8%), mentre i disoccupati diminuiscono di 88.000 unità (-5,3%) e gli inattivi di 58.000 (-0,5%). Il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4 punti), mentre quello di inattività si attesta al 33,3% (-0,1 punti).
Tasso di inattività e disoccupazione
Nel 2025 anche nella provincia di Cremona il tasso di inattività mostra un lieve peggioramento rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo si attesta al 29,4%, in aumento rispetto al 28,4% del 2024. Il dato risulta superiore alla media regionale (28,3%), mentre resta comunque più contenuto del valore nazionale (33,3%).
L’aumento dell’inattività riguarda entrambi i generi, ma con intensità diverse. Per gli uomini, il tasso sale al 20,5%, rispetto al 19,6% del 2024, pur mantenendosi inferiore alla media lombarda (21,2%) e a quella nazionale (24,4%). Per le donne, il valore raggiunge il 38,8%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al 37,4% dell’anno precedente e si conferma più elevato della media regionale (35,6%), pur restando inferiore a quella nazionale (42,2%).
Per quanto riguarda il numero di disoccupati non si osservano nel 2025 variazioni particolarmente significative rispetto all’anno precedente. Va, comunque, ricordato che l’ISTAT invita alla cautela nell’interpretazione di questi dati, in quanto derivano da rilevazioni campionarie e presentano margini di errore.
Conclusione
“L’analisi dei dati ISTAT del 2025 – sintetizza Giovanni Gagliardi, Consigliere Provinciale delegato al lavoro – restituisce per la provincia di Cremona un quadro ancora complessivamente solido, ma meno favorevole rispetto al 2024. Si osserva infatti un lieve ridimensionamento dell’occupazione e un aumento dell’inattività, mentre la disoccupazione si mantiene su livelli sostanzialmente stabili. Restano positivi il confronto con la media nazionale e la tenuta di alcuni indicatori, ma emergono segnali di rallentamento che interrompono il miglioramento registrato nell’ultimo anno. Fra questi – sottolinea Giovanni Gagliardi – vi è anche il differenziale di genere che torna a crescere a discapito dell’occupazione femminile e che merita di essere monitorato con particolare attenzione per molteplici ragioni strutturali, economiche e sociali. Vedremo se questi segnali – conclude Giovanni Gagliardi – verranno confermati anche dalle Comunicazioni Obbligatorie del 2025 (COB), una delle principali fonti informative utilizzate dall’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro per l’elaborazione del consueto Rapporto annuale”.
Maggiori dettagli sugli errori campionari sono disponibili nel file “Dati provinciali” allegato al comunicato stampa ISTAT del 12 marzo.
https://www.istat.it/comunicato-stampa/il-mercato-del-lavoro-iv-trimestre-2025/
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