Il mercato del lavoro in provincia di Cremona nel 2021 attraverso le Comunicazioni Obbligatorie (COB) e le Forze di Lavoro ISTAT

“Da tempo, per varie ragioni, il mercato del lavoro è diventato più complesso e imprevedibile e, quindi, più difficile da interpretare. Lo è ancora di più oggi, in un periodo storico che ci ha visto attraversare gli eventi drammatici della  pandemia iniziata nel febbraio 2020 e che avremmo voluto vedere già completamente superata – ha precisato il  Vice Presidente della Provincia di Cremona, e delegato al Lavoro, Giovanni Gagliardi - I dati che abbiamo a disposizione ci mostrano che l’emergenza sanitaria ha colpito maggiormente le categorie che già prima erano le più fragili del mercato del lavoro: giovani, donne e stranieri, che sono stati penalizzati perché spesso occupano posizioni lavorative meno tutelate e in settori e in imprese che sono stati investiti più duramente dalla crisi”.

Ha continuato Gagliardi: “Però ha trovato conferma anche il trend positivo che ci si attendeva, anche a livello nazionale, per il secondo semestre del 2021: in aumento il tasso di occupazione, in diminuzione il tasso di disoccupazione, in aumento il numero dei contratti, sia per gli uomini che per le donne, per tutte le fasce d’età e tutti i settori produttivi. In aumento le richieste di personale, le attivazioni di tirocini e gli inserimenti lavorativi delle persone hanno ricevuto servizi dai Centri per l’Impiego provinciali. In effetti, il 2021 ha visto la ripresa dell'economia a livello nazionale.
Tuttavia, anche per il 2021 trovano conferma quelle che ormai da anni sono diventate due caratteristiche del mercato del lavoro locale: la “precarizzazione” dei rapporti di lavoro per effetto del ricorso molto consistente ai contratti a tempo determinato e la presenza ancora massiccia di contratti che si riferiscono a lavori che prevedono competenze medio-basse.
Inoltre, molti settori si scontrano ancora con la difficoltà di trovare persone (anche giovani) da assumere: accade nel commercio, ma anche nei servizi, dai trasporti, alla ristorazione, all’assistenza alla persona e nell'edilizia”.

“Le ragioni possono essere tante: l'economia ripartita troppo velocemente e l’incertezza che trattiene le imprese dall’investire con fiducia, la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro per motivi che riguardano sia le imprese che i lavoratori – ha concluso il Vice Presidente -
Sicuramente, i dati mostrano che un numero crescente di persone rispetto al 2020, per varie ragioni, non sta più cercando lavoro. Occorre che tutti i decisori, istituzionali e non, del mercato del lavoro approfondiscano insieme per capire meglio e scegliere come intervenire in modo efficace”.

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Inserita il giorno 06-05-2022 nella sezione "Ufficio Stampa"